Nel 2023 il mercato immobiliare non mostrerà un segno positivo come negli ultimi anni.
Questo è dovuto a svariati fattori economici e sociali.
Andiamo a scoprirli insieme:
1 SCENARIO STORICO
Ci troviamo in un momento storico veramente particolare: dopo la crisi del 2008 nata con la famosa “stangata” dei mutui Sub-prime e proseguita in Italia per tutta la metà degli anni 2010, ci troviamo ad affrontare il momento più difficile della nostra economia recente.
Se infatti, grazie alla rinomata manovra del Quantitative Easing, fortemente voluta e condotta da Mario Monti (all’epoca governatore della BCE) dal 2015 ad oggi il mercato immobiliare ha subito un importante incremento sia sul numero di transazioni/compravendite, che sul livello “prezzi”, adesso dobbiamo prepararci ad un medio-lungo (si spera non lunghissimo) periodo di recessione.
Molti esperti di settore si aspettavano che questo momento sarebbe giunto già alla fine del 2020; momento in cui, secondo gli stessi, avremmo pagato tutte le criticità legate al Coronavirus.
Invece, vuoi per una forte risposta d’orgoglio del popolo italiano, vuoi per un bisogno da parte della collettività di “ritorno alla normalità”, i risultati immobiliari del Q3 2020 furono meravigliosi, così come in molti altri settori.
Dopo mesi trascorsi rilegati in casa, le persone avevano necessità di porsi nuovi obiettivi… nuove soddisfazioni: chi doveva ristrutturare casa, l’ha fatto, chi sognava da tempo di cambiare la macchina, l’ha fatto;così come chi voleva rinnovare la cucina, il bagno, la mobilia, il proprio guardaroba… potrei andare avanti per ore.
Ma soprattutto, il lockdown ha messo alla luce delle famiglie tutti i limiti delle loro abitazioni: chi ha scoperto di necessitare di qualche metro in più, chi ha scoperto di aver bisogno di uno spazio esclusivo dove lavorare, o ancora, chi impaurito da nuove future “chiusure”, si è reso conto del valore di uno spazio esterno: terrazza abitabile o giardino che sia.
Il mondo delle compravendite immobiliari concluse l’ultimo quadrimestre mostrando un numero di compravendite impressionante, superiore allo stesso periodo dell’anno precedente, ed un ritorno del “mattone” a filo portante e centrale della nostra economia.
Una vera e propria “ondata di entusiasmo” che ha portato risultati migliori di quelli che ci saremmo aspettati nelle visioni più rosee.
Purtoppo però, il Covid ha spazzato via una parte importante delle attività italiane: molte aziende o piccoli artigiani che erano già in difficoltà, non sono riusciti a sopravvivere alle difficoltà della Pandemia.
Stiamo parlando di un popoloso strato sociale; partite iva che non produrranno più ricchezza, ne tasse per lo stato, ne moneta da rimettere in circolo nella nostra economia.
Tutti i risultati ed i danni economici creati dal Virus, li stiamo vedendo adesso e – ahime – non sono l’unica difficoltà a cui dovremo far fronte.
Vi parlerò delle altre difficoltà che incontrerà il nostro settore, nei prossimi articoli.
Federico Paglicci Brozzi
