GUERRA IN UCRAINA, BORSE MONDIALI E CRISI AZIENDALI

Nel precedente articolo abbiamo iniziato a parlare delle difficoltà che incontrerà il settore immobiliare nel 2023. Siamo partiti dal Covid19 e da tutti i problemi che ha creato. Ma Quando il Virus era ormai divenuto un “compagno di viaggio” indesiderato, ma sostenibile ed il peggio sembrava passato, a dare un’ulteriore scossa alle economie mondiali, ci ha pensato la guerra in Ucraina.

Quest’ultima, oltre a creare uno scenario che speravamo di non vedere più, almeno sul suolo Europeo, ha dato il colpo di grazia a svariate economie nazionali e di conseguenza, anche a quella mondiale.

Molti istituti di credito che avevano un forte legame con il sistema bancario russo, hanno subìto un duro colpo.

Senza contare che l’estromissione, o almeno il tentativo di estromettere dal circuito bancario internazionale, un “gigante” come la Russia, ha portato un contraccolpo a tutte le economie, compresa quella italiana.

Come spesso accade, la Borsa americana detta la strada e – tendenzialmente- le borse europee la seguono a distanza di un periodo medio-breve.

Dall’inizio del conflitto, vi è stato un crollo generale, che non prevede controtendenza per i prossimi mesi. Piazza affari è stata spesso maglia nera tra le borse europee, con la relativa perdita di svariati miliardi di Euro.

Non a caso, Paesi come il nostro, che anche per proprie mancanze e politiche obsolete, hanno una quasi totale dipendenza dall’estero per quanto concerne le energie, sono quelli che stanno subendo maggiormente questa situazione.

Il Gas è il combustibile che alimenta la quasi totalità dei nostri impianti  di riscaldamento e produzione di acqua calda.

Ma è anche il combustibile che nel nostro paese permette la creazione della maggior quantità di energia elettrica.

Con questa situazione globale, il Gas è arrivato alle stelle, portando le bollette a cifre insostenibili.

Oltre a questo, ci mettiamo le solite speculazioni dei mercati, che danno il colpo di grazia ad un sistema già in forte difficoltà di per se.

Oltre all’economia delle famiglie, ferita e provata come mai prima dal dopoguerra, dobbiamo pensare anche a chi, a le stesse famiglie dà lavoro e possibilità di sostentamento; dobbiamo pensare alla spina dorsale di questo paese:

Le PMI

Ad oggi tutte, dalla più piccola impresa locale, ad importanti società di carattere nazionale con migliaia di dipendenti, hanno visto aumentare le proprie bollette fino al 500-600%, senza avere la fluidità di cassa per potervi provvedere.

Tutto questo senza pensare ai futuri aumenti che, purtoppo, già sappiamo che sopraggiungeranno.

Come abbiamo visto nell’articolo precedente, molte aziende si sono già dovute arrendere alla pandemia,  molte altre saranno costrette a farlo nei prossimi 12 mesi.

Considerando le aziende che chiuderanno per sempre e quelle che dovranno lasciare (anche temporaneamente) personale a casa o in cassa integrazione, possiamo immaginare due scenari critici,

che saranno le due facce della stessa moneta per il mercato immobiliare:

  • Minore moneta reale che circola,
  • Molti meno potenziali acquirenti di immobili. 

Risultato?!

Un lento quanto inevitabile calo delle compravendite prime e dei prezzi subito dopo.

 

Federico Paglicci Brozzi 

Condividere Questo